Alleanza Verdi-Sinistra sta scrivendo il programma elettorale su internet

Sinistra Italiana ed Europa Verde stanno chiedendo agli utenti sul web di fare proposte in vista delle elezioni, ma sono spuntate anche idee contrarie alla linea dei due partiti, come il ritorno al nucleare
ANSA
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A maggio Alleanza Verdi-Sinistra ha lanciato Decidiamo, il percorso partecipativo con cui punta a costruire il programma per le prossime elezioni politiche, previste nel 2027. La lista che riunisce Europa Verde e Sinistra Italiana presenta la piattaforma non come «un semplice forum» di discussione, ma come un vero e proprio «cantiere» politico, aperto a iscritti, simpatizzanti, associazioni e cittadini senza tessere di partito.

Secondo i numeri forniti dagli organizzatori, in poche settimane Decidiamo ha raccolto oltre 3.200 iscritti alla piattaforma e più di 800 proposte. Le iniziative pubblicate riguardano molti temi, dall’energia al lavoro, dalla sanità alla politica estera, e in molti casi sono in linea con le posizioni già note di Alleanza Verdi-Sinistra. Ma su argomenti come il nucleare le proposte degli utenti vanno in direzione opposta rispetto alle posizioni ufficiali dei due partiti.

Una piattaforma aperta, con dei paletti

L’iniziativa di Alleanza Verdi-Sinistra richiama, anche sul piano organizzativo, un’esperienza politica nata in Spagna. «La piattaforma scelta per la discussione è Decidim, un software open source sviluppato a Barcellona nell’ambito del percorso partecipativo dell’ex sindaca Ada Colau», ha spiegato a Pagella Politica Gianfranco Mascia, responsabile comunicazione di Europa Verde.

La piattaforma permette di «proporre idee, rispondere a questionari, partecipare a incontri, commentare contenuti», seguendo «il percorso che porta dai contributi ai risultati». L’obiettivo è coinvolgere non solo gli iscritti di Sinistra Italiana ed Europa Verde, ma anche simpatizzanti e associazioni così da costruire «un programma condiviso, trasparente e concreto», come si legge sul sito. Questa apertura, però, avviene in una cornice politica ben definita.

Per partecipare bisogna accettare una carta dei principi, in cui l’utente dichiara di «riconoscersi» in alcuni valori e di «impegnarsi a rispettarli in ogni interazione». Tra questi ci sono per esempio la pace, l’antifascismo, la democrazia, la parità di genere, e la giustizia sociale e ambientale. In alcuni casi, la carta indica anche posizioni più specifiche, come il «sostegno al disarmo» e una transizione fondata sul «100 per cento di energie rinnovabili». 

Secondo Nicola Bavaro, responsabile comunicazione di Sinistra Italiana, questi principi rappresentano il «cuore dell’identità politica» di Alleanza Verdi-Sinistra. Per questo, ha spiegato a Pagella Politica, «sono punti non negoziabili», che possono orientare la discussione all’interno del percorso partecipativo, ma non essere messi in discussione. In pratica, la piattaforma consente di discutere strumenti, priorità e modalità di attuazione dentro una cornice politicamente definita. «La carta dei principi fissa alcuni obiettivi, ma su come realizzarli si possono fare mille scelte diverse», ha detto Bavaro. «Per esempio, per noi il salario minimo va introdotto: su questo non c’è dubbio. Il confronto poi può riguardare la soglia e le modalità di applicazione».

Un’apertura al nucleare?

Tra i 16 macrotemi di Decidiamo, quello sull’energia è il più utile per capire il rapporto tra la partecipazione sulla piattaforma e alcuni paletti politici. Il punto più delicato riguarda in particolare il nucleare, su cui la posizione di Alleanza Verdi-Sinistra è da tempo molto chiara. La carta dei principi che ogni utente deve accettare per partecipare contiene un «netto no all’energia nucleare». Anche il programma elettorale del 2022 di Alleanza Verdi-Sinistra sosteneva già che la transizione energetica fosse possibile «senza fare ricorso all’energia nucleare». Nonostante questo, sulla piattaforma sono comparse varie proposte favorevoli al nucleare, in alcuni casi scritte con grafie alternative.

La più discussa, con oltre 500 voti e più di 130 commenti, è “Apertura all’energia nucl34r3”. L’autore, che si firma con nome e cognome, sostiene che la piattaforma rimuoverebbe automaticamente le proposte con la parola “nucleare” e chiede di includere questa fonte nel mix energetico, accanto a eolico e solare, con una gestione nazionalizzata. «La crisi climatica è un’emergenza esistenziale e va combattuta sul serio, con ogni mezzo (di scala) disponibile», si legge nella proposta. Un’altra proposta (“Nucl3ar3, parliamone”) riconosce che il nucleare è una «linea rossa» per Alleanza Verdi-Sinistra, ma chiede di lasciare aperto il dibattito, sostenendo che la contrarietà del partito a questa tecnologia possa allontanare potenziali elettori. Mentre una terza, dal titolo “Nucleare, perché no?”, chiede un piano per introdurre in Italia piccole centrali nucleari di nuova generazione.

… Non proprio

«Ci sono alcuni utenti che è evidente che non votino neanche Alleanza Verdi-Sinistra e vogliono giocare un po’», ha detto Bavaro a Pagella Politica. Per questo, secondo il responsabile comunicazione di Sinistra Italiana, la presenza di proposte favorevoli al nucleare non basta per concludere che iscritti e simpatizzanti abbiano messo in discussione la linea ufficiale del partito.

La scelta del partito è stata comunque quella di lasciare aperta la discussione. «Lo stiamo consentendo perché non abbiamo problemi a discutere», ha detto. «Anche se siamo consapevoli che questo permette ad alcune forze politiche pro-nucleare, come Azione, di sostenere che la base di Alleanza Verdi-Sinistra sarebbe favorevole a questa fonte di energia, sconfessando la dirigenza».

In realtà, la posizione del partito resta apertamente contraria al nucleare oggi disponibile. «Chi vuole discutere sulla piattaforma può farlo, ma deve accettare la carta dei principi. Questo ci permette di fare scelte, anche molto nette, sui temi in discussione», ha spiegato Bavaro.

Un pizzico di socialismo

Sul tema del lavoro la base di partenza di Alleanza Verdi-Sinistra è piuttosto nota. Come raccontato a Pagella Politica dalla stessa dirigenza di Sinistra Italia, si va dal salario minimo a 10 euro l’ora all’abolizione degli stage gratuiti, fino alla riduzione dell’orario a parità di salario e all’indicizzazione di salari e pensioni all’inflazione. 

Nella piattaforma, però, sono spuntate varie proposte che vanno oltre questa agenda politica. Nella sezione dedicata al lavoro, che conta oltre 1oo proposte, una delle più votate è intitolata “Per un vero programma socialista”. Oltre alle misure già citate, viene chiesto un salario minimo di 1.400 euro netti al mese – «indipendentemente dal settore» –  e la «nazionalizzazione» di «banche, assicurazioni, grandi gruppi industriali», aziende del settore dell’energia e delle infrastrutture. Tutto questo dovrebbe avvenire tramite un «esproprio senza indennizzo» e la gestione delle aziende sarebbe sottoposta al «controllo diretto dei lavoratori». Anche nella sezione di economia ci sono delle proposte simili, come quella di «nazionalizzare acqua, energia e trasporti», in modo da non essere «subordinati alla logica del profitto» e garantire invece «un accesso equo alle risorse da parte di tutti i cittadini».

Un altro filone ricorrente riguarda il reddito di base. Tra le proposte ce ne è una che chiede un assegno individuale, tra i 300 e i 1.000 euro mensili a persona in base all’età e ad alcune condizioni specifiche, cumulabile con redditi da lavoro o da proprietà. Tra le coperture indicate per far fronte a questa misura ci sono il taglio dei sussidi ambientalmente dannosi, una maggiore tassazione di rendite e grandi patrimoni, il monopolio statale della cannabis e una tassa su robot e intelligenza artificiale nei casi di sostituzione di manodopera umana.

“Io scelgo la pace”

Molto più accesa è la discussione nella sezione dedicata alla pace, in cui emergono posizioni diverse, soprattutto su Ucraina, Gaza e NATO. Alcune proposte sono in linea con l’impostazione pacifista di Alleanza Verdi-Sinistra, che richiama il «disarmo globale» e il «taglio delle spese militari». Altre chiedono invece un sostegno più netto all’Ucraina o una revisione radicale della collocazione internazionale dell’Italia.

All’interno della sezione intitolata “Io scelgo la pace”, una delle proposte più votate è “Ucraina e Gaza”. Il testo chiede non solo di rafforzare la condanna al presidente russo Vladimir Putin attraverso le sanzioni e il sostegno militare all’Ucraina, ma invita anche ad aumentare il supporto alla Palestina, mantenendo una posizione «estremamente critica» verso l’«imperialismo americano». Una linea ancora più esplicita a favore dell’Ucraina compare in “Difendere l’Ucraina come imperativo morale!”, che considera necessario sostenere il Paese «economicamente e militarmente» e chiede di rafforzare le capacità di difesa europee. Su questo tema, ci sono anche varie iniziative che sostengono la creazione di un esercito comune europeo.

Su Decidiamo compaiono anche iniziative completamente differenti. Una di queste collega la guerra in Ucraina alla contrapposizione tra Stati Uniti e Unione Sovietica del secondo dopoguerra, critica la NATO, definita «braccio armato degli USA», e sostiene che Alleanza Verdi-Sinistra dovrebbe puntare sulla mediazione e sulla nonviolenza, senza scegliere una delle due parti. Il rapporto con la NATO è uno dei temi più ricorrenti. Una proposta chiede di lasciare l’Alleanza Atlantica, chiudere progressivamente le basi statunitensi e NATO in Italia e riconvertirle a uso civile. Secondo l’autore, la permanenza nell’Alleanza renderebbe l’Italia «bersaglio» e «complice» delle azioni militari degli Stati Uniti. 

Sul conflitto israelo-palestinese le posizioni sembrano invece più omogenee, in favore della Palestina. Per esempio, la proposta “Sostegno alla causa palestinese” chiede ad Alleanza Verdi-Sinistra di adottare una visione «decoloniale» per la liberazione del popolo palestinese e di promuovere la creazione di un unico Stato democratico e laico di Palestina, con pari diritti civili e politici per palestinesi e cittadini israeliani.

Più Stato nella sanità

Molte proposte puntano poi a rafforzare il Servizio sanitario nazionale (SSN). È una linea coerente con la linea ufficiale di Alleanza Verdi-Sinistra, che nel programma del 2022 chiedeva più risorse per la sanità pubblica, il potenziamento dei consultori, nuove assunzioni e il contrasto alla crescita della sanità privata. 

Alcune proposte, però, vanno oltre. Tra quelle più radicali una si intitola “Abolire il Servizio Sanitario Regionale, riportare lo Stato come unico attore sanitario nel pubblico”. Qui bisogna fare una specifica: in Italia esiste il Servizio sanitario nazionale, ma la tutela della salute è ripartita tra Stato, regioni e province autonome. La proposta chiede quindi di superare l’attuale articolazione regionale del SSN, sostenendo che abbia prodotto disuguaglianze territoriali, più burocrazia e spese clientelari. Tra le idee emerse c’è anche la richiesta di portare il Fondo sanitario nazionale ad almeno l’8 per cento del PIL, azzerare il ticket per chi ha un ISEE sotto i 25 mila euro e bloccare l’intramoenia, cioè l’attività privata di un medico all’interno di una struttura pubblica, se in quest’ultima le liste d’attesa superano i limiti previsti.

C’è poi chi chiede di escludere l’obiezione di coscienza per i medici che scelgono di specializzarsi in ginecologia o ostetricia. L’obiettivo è garantire l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza prevista dalla legge 194, la cui attuazione, secondo l’ultima relazione del Ministero della Salute, risente ancora di forti differenze regionali. Anche in questo caso, la proposta va oltre la posizione sostenuta da Alleanza Verdi-Sinistra nel 2022, quando il partito chiedeva di riservare al personale non obiettore i concorsi pubblici legati all’attuazione della legge. 

Un percorso unitario

In ogni caso, la vita di Decidiamo non dovrebbe finire con la raccolta delle proposte online. Dopo questa prima fase, il percorso proseguirà con incontri nei territori e con le forze sociali, tra cui sindacati e associazioni. Come raccontato a Pagella Politica dagli organizzatori, Alleanza Verdi-Sinistra ha in programma 20 iniziative regionali e 100 provinciali per accompagnare il lavoro online e portarlo anche fuori dalla piattaforma.

La definizione del programma è prevista in autunno. Secondo Bavaro, le proposte saranno presentate «tra fine ottobre e i primi di novembre, in un momento di discussione collettiva». La selezione, però, non dipenderà solo dal voto online. Mascia ha spiegato che esiste «un gruppo di esperti tematici che fanno parte della dirigenza» dei due partiti e che saranno loro «i responsabili politici a selezionare le proposte» che potrebbero far parte del programma di Alleanza Verdi-Sinistra.

L’intenzione è mantenere Decidiamo attiva anche dopo questa fase, come strumento di confronto con iscritti e non iscritti. Secondo gli organizzatori, questa scelta ha anche un importante significato politico. «Spesso i giovani ci chiedono: “come posso iscrivermi ad Alleanza Verdi-Sinistra?”», ha raccontato Mascia. Ad oggi, la risposta è che Alleanza Verdi-Sinistra resta un’alleanza tra due partiti distinti, Sinistra Italiana ed Europa Verde, e che quindi bisogna scegliere a quale dei due iscriversi. «Per questo, mantenere aperta Decidiamo come strumento di confronto anche dopo le elezioni politiche rappresenta per noi un segnale politico importante nel percorso unitario tra i due partiti».

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